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LISBONA
Non so perché, ma già il nome Lisbona mi era simpatico. Ero sicuro al cento per cento di trovarla bella. Nel caldo di un giugno con sole e cielo azzurro, Lisbona si presenta affascinate, dolce, calda. Ci sono vari dedali di stradine strette e altre un po' più larghe che salgono e scendono, localini tipici che ti fanno accomodare sulla via oppure all'interno, fatto di tre tavoli stretti e un lavatoio per la mani. Sembra quasi che sia una città a misura ridotta con la non-voglia di assumere dimensioni più grandi per mantenere quello che ha, originale e invariato nel tempo. La città è uno spunto per leggere qualcosa di Pessoa e farti ricordare “Sostiene Pereira”, di Antonio Tabucchi. “Bom Dia”, dici al cameriere, "un porto."
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