Pullman

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  Officina Menozzi

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E' una sera calma, fatta di luce soffusa color arancione tenue che spruzza il suo calore sulle pareti arancioni pieni di quadri, che avresti voluto dipingere tu, ma non lo hai fatto. E allora li osservi, perché danno un senso all'atmosfera. Sembra quasi che ci sia una dislocazione studiata, atta ad aumentare e portare all'ennesima potenza la tranquillità che ti sta divampando nell'animo, proprio quella che hai sempre cercato, che ti affannavi con ipotesi e ragionamenti contorti a poter raggiungere, e poi ti arriva così, all'improvviso, senza possibilità alcuna di registrarla e di capirne la fonte, come per poter riavvolgere il nastro e pigiare play nel momento in cui ne hai veramente bisogno, mentre sei seduto in un locale, con la gente intorno che parla, ma tu non li senti, e ti arriva solo un senso globale di comunicazione che pare abbia una connotazione propria, che si accosta alla musica e alle sedie che hai intorno e a quel bicchiere che cerchi di non finire velocemente per poter prolungare ancora per qualche attimo (almeno due?) l'illusione che stai provando.

Qualcosa di bello è appena terminato e l'apparenza che ancora tutto debba iniziare, dove tutto è la solita vita fatta di risvegli con la sveglia, di file in macchina e di incontri e scontri, di aspettative e di ipotesi di cambiamento, ti concede una possibilità per poter ributtare sul tappeto verdi i dadi e riniziare una nuova partita. Il calendario dice che è appena iniziato settembre, forse lo riusciresti ad intuire anche senza, perchè il mare che hai abbandonato e il viaggio terminato con un atterraggio alla Malpensa ti danno una mano a capirlo.

Hai già lasciato alle spalle i racconti degli amici, le foto identiche all'anno precedente se non per lo sfondo che avevano alle loro spalle e tu non dici niente, e le sfogli con un misto di interesse (perché in fondo speri che le foto siano diverse) e di disinteresse (perché poi le foto sono sempre uguali, fatte di lui con il mare dietro, di lei con il mare dietro, di loro con il mare dietro).

Stai abbastanza bene, come se il benessere e la serenità recuperata lontano dal luogo dove normalmente vivi, possa servirti per affrontare l'inverno che sta arrivando. Un inverno insolito, fatto di case con gli orari per mangiare, di orari per andare al lavoro. Avresti voglia di cambiare la definizione di inverno, o semplicemente spostare l'inverno nuovamente lontano da dove ti trovi nella maggior parte del tuo tempo a perdere del tempo non accorgendotene o forse accorgendotene ma senza fare nulla per capovolgere la situazione. Vorresti portarti nell'inverno delle montagne, l'inverno fatto di neve e tavole e surfate e amicizie nuove. Vorresti cambiare posto ad ogni cambio stagione, o meglio cambiare posto ad ogni cambio di umore, che forse non sono altro che altre catalogazione di stagioni del tuo animo.

Senti che l'idea è quasi buona, anche perché non devi condividerla con nessuno. E allora fai un altro sorso, senti che non c'è più molto rhum, è più che altro acqua con rhum e te ne dispiace. Forse ne ordinerai un altro o forse no. Adesso non importa. Sposti lo sguardo e cerchi di entrare negli occhi delle persone. Vorresti sentire i loro pensieri, capire i loro sentimenti, le loro sensazioni, le loro passioni. Ma non puoi. Puoi solo immaginarteli e farti dei viaggi mentali, o dei film e crearti dei dialoghi ed essere il protagonista principale. Lì si che saresti un grande, lì si che sapresti come muoverti e cosa dire. Li si che accadrebbe quello che vorresti, lì si che potresti volare in aria e scatenare al massimo la tua essenza. Lì, sarebbe un'altra storia, una di quelle che verrebbero raccontate per generazioni e generazioni. Sicuro. Vi scriverebbero un libro. E poi ci girerebbero un vero film. E tu diventeresti celebre, saresti una star, saresti ricordato per sempre.

Ti alzi, e c'è la folla intorno a te. Mentre gli passi di fianco, sembra quasi che non ti abbiano neanche visto, ad alcuni forse dai fastidio perché devono aspettare che passi tu per passare loro. Pensi di voler far parte di quella folla e allo stesso tempo non lo vorresti. Come al solito vuoi sempre tutto, una sola cosa non ti basta. E allora esci all'aria fresca, che ancora non è gelida, ma ha quella temperatura che ti fa sospirare e mantenere attivo il tuo benessere su una linea uguale e costante. Vai via da lì che non è ancora tardi, ma il tardi per te non ha luogo. Passeggi, anche se non ti è mai piaciuto più di tanto, solo per capire se ti sbagliavi o cosa. E in effetti, dopo due viali, capisci che forse ti eri sbagliato e chissà quante volte lo avevi fatto per altre cose. Vorresti fumare una sigaretta, perché se tutto questo fosse un film, ci starebbe proprio bene in questo momento, con un inquadratura da dietro mentre l'accendi. Ma nella tasca non ne hai neanche una e poi ti mancherebbe l'accendino. Alzi la testa ed è una bella notte buia.

Riprendi a camminare e sorridi perché ti senti un grande e, forse, lo sei.

 

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