Ho un'irresistibile costanza nell'essere incostante. Questo non mi permette di raggiungere nessun obiettivo e rimanere sempre a metà.
Non sono ancora riuscita ad innamorarmi. Forse perché quando esco con una persona e poi improvvisamente non c'è più, so che dopo due giorni ci sarà un altro a chiamarmi, quindi non mi dispero.
Ricadiamo molto spesso nelle stesse cose, nelle stesse abitudini. Ma non possiamo farci niente. E' così. E' una ruota. La vita non può essere una sequenza di atti unici.
Se dovessi dare un giudizio sulla mia vita, che voto darei? Credo cinque al sei, per salvarmi con il rotto della cuffia. Il classico voto che ho sempre preso a scuola. Un salvataggio in extremis. Mi piace la mia vita, ma troppo spesso, a volte. Preferirei fosse una cosa più continuativa. Più costante.
Mi accorgo come alcune volte siamo intenti a riempirci le giornate più che a viverle come vorremmo.
Non ne vogliamo sapere molto del malessere del mondo perché è uno sbattimento, è come buttare addosso paranoie. Meglio alleggerirci la mente e pensare alle cose belle.
Ognuno è rinchiuso all'interno del proprio cerchio di vita. Come se continuassimo a disegnare cerchi intorno alla nostra persona e vivessimo all'interno di essi senza oltrepassare mai i confini. Solo esponendoci un poco, ma mai mischiandoci per bene l'un l'alro.

Graffiti fotografati nei pressi del Monumentale, vicino a Paolo Sarpi
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