COLORS NOTEBOOK

Un progetto di Colors in collaborazione con Reporters sens Frontieres, un'associazione che si batte per tutelare il diritto alla libera informazione. Una copia di Colors in cui poter raccogliere immagini e parole, immaginarlo come un nuovo numero in cui potevo essere il redattore, art director, illustratore e fotografo. Ho scelto un argomento, "30 anni a Milano", ed ho raccolto un po' di materiale, grazie anche all'aiuto di alcuni amici.
Una volta completato l'ho spedito ed ha fatto parte del Colors Notebook Project presentato al Centre Pompidou di Parigi.
Altre persone uguali a me, diverse da me lo hanno fatto.

01 - Editoriale

02 - Percorsi studiati

03 - Fermo in fila

04 - 8 ore in ufficio

05 - Attention

06 - Ogni posto è la tua casa

07 - Al centro di un vortice

08 - Distrarti = non pensare

09 - Ci vogliono distrarre

10 - Voglio farmi una famiglia

11 - C'è sempre una mancanza

12 - Vizio di giudicare

13 - Ti farò innamorare

14 - Oggi sposi

15 - Fa più male?

16 - Internet

17 - Thanks God it's Friday!

18 - Sono nato nel 1976

19 - Ho compiuto trent'anni

20 - Non si può tornare indietro

21 - Immagini e parole

22 - Sono vecchia


Immagini e parole.

Ho un'irresistibile costanza nell'essere incostante. Questo non mi permette di raggiungere nessun obiettivo e rimanere sempre a metà.

Non sono ancora riuscita ad innamorarmi. Forse perché quando esco con una persona e poi improvvisamente non c'è più, so che dopo due giorni ci sarà un altro a chiamarmi, quindi non mi dispero.

Ricadiamo molto spesso nelle stesse cose, nelle stesse abitudini. Ma non possiamo farci niente. E' così. E' una ruota. La vita non può essere una sequenza di atti unici.

Se dovessi dare un giudizio sulla mia vita, che voto darei? Credo cinque al sei, per salvarmi con il rotto della cuffia. Il classico voto che ho sempre preso a scuola. Un salvataggio in extremis. Mi piace la mia vita, ma troppo spesso, a volte. Preferirei fosse una cosa più continuativa. Più costante.

Mi accorgo come alcune volte siamo intenti a riempirci le giornate più che a viverle come vorremmo.
Non ne vogliamo sapere molto del malessere del mondo perché è uno sbattimento, è come buttare addosso paranoie. Meglio alleggerirci la mente e pensare alle cose belle.

Ognuno è rinchiuso all'interno del proprio cerchio di vita. Come se continuassimo a disegnare cerchi intorno alla nostra persona e vivessimo all'interno di essi senza oltrepassare mai i confini. Solo esponendoci un poco, ma mai mischiandoci per bene l'un l'alro.


Graffiti fotografati nei pressi del Monumentale, vicino a Paolo Sarpi

 

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