Il fatto è che non ce ne si accorge. Ci confondiamo, a volte.
Ci illudiamo che la casa sia il cemento che determina perimetri e confini di proprietà ottenuta con firme su fogli scritti tutti fitti e mai letti. Quello è solo il posto dove mettiamo tutto ciò che non ci serve veramente, quello in cui ci rinchiudiamo lontani dai vicini che non conosciamo. E cerchiamo sempre più di abbellirlo, ogni giorno di più, con nuovi acquisti fatti all'Ikea.
Sempre pronti a tenere tutto in ordine, pulito. E ostentiamo orgogliosi tale bellezza ad amici e conoscenti, preoccupandoci di far vedere che abbiamo una bella casa, stando attenti a che nessuno ci spacchi o sporchi niente.
Io, invece, vorrei che la mia casa fosse ovunque. In fondo, ogni posto è la tua casa. Questo perché non voglio vivere in nessun posto di preciso per trent'anni di seguito, ma vorrei avere sempre la possibilità di andare via. Come adesso, che vorrei andarmene via da Milano.
Ma Milano è la mia catena. Qui c'è la mia famiglia, la mia ragazza, il mio lavoro, gli amici.
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Mi piacerebbe che la gente la smettesse di dare opinioni. E poi mi piacerebbe non abitare qui ma da tutt'altra parte.
Dove?
Non ho un'idea precisa di un posto. Vorrei essere semplicemente lontano da Milano, essere in un posto dove possa rilassarmi, perché lavoro come un matto e non mi fermo mai un secondo. Lavoro in un'azienda meccanica e sono chiuso tutto il giorno nello stabilimento e vedo la luce solo quando esco. Non è bello avere a che fare tutto il giorno con il tornio. Ma non ho studiato e non ho molte possibilità di trovare qualcos'altro.
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