Estate 2007

Viaggio in Portogallo

Viaggio in Danimarca

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1  Firenze

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1  Disco livigno

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1  Progetto Colors Notebook

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Un paio di link

Il sito Turisti per caso, nella sezione “Siti per Caso”, ha pubblicato un link a questo sito. All’interno di questa sezione è possibile dare un’occhiata ai siti amatoriali fatti da persone con la comune passione per viaggi. http://www.turistipercaso.it/tpcclub/sitipercaso/default.asp
Ma è soprattutto un sito in cui si possono avere molte informazioni sui paesi del mondo grazie al racconto di chi ci è andato prima di te. Volendo, anche tu lo puoi fare.
Anche il sito viaggiatorionline ha pubblicato un link a sergionitro.it. E’ sempre un sito dedicato ai viaggi. Maggiori info qui: http://www.viaggiatorionline.com/class1/siti_web.asp

Una tranquilla sera di maggio.

Mi sono messo in sequenza le canzoni di Bob Dylan, James Taylor e Van Morrison. A rotazione si sovrappongono i loro suoni e le loro voci. Il buio colora di blu scuro il cielo di una giornata di maggio, ma che potrebbe benissimo essere presa e spostata in agosto senza fare nessuna differenza. E’ stato un giorno di lavoro, come tanti, fatto di una sveglia che suona, di vestiti da scegliere da mettersi addosso, di viaggio in macchina per una mezz’ora a raggiungere l’ufficio e poi di faccende simili o ripetitive o leggermente diverse a quelle del giorno precedente. E’ stato anche un giorno in cui sono successe un sacco di altre cose, lontano e vicino a me. E per molte di esse non ne saprò mai niente. Per altre, qualche immagine veloce e commenti generici e impersonali hanno riempito il format del telegiornale, per quei minuti consentiti. Io mangiavo la mia insalata mentre c’era un po’ di fumo in quello che vedevo, un po’ di macerie, un po’ di braccia alzate in aria, una schiera di microfoni sotto il mento di qualche politico, una bella ragazza che parlava del suo ultimo film. Sono arrivate le previsioni del tempo, mi sono alzato e ho iniziato a lavare i piatti.
Mi sono chiesto se fosse l’età, o fosse solo l’abitudine.
Perché non so spiegarmi come io possa beatamente mangiare, mentre vedo bambini insanguinati portati in ospedale senza un arto, sbuffare per il caldo, guardando un politico che rifiuta di firmare l’accordo per il protocollo di Kyoto. Sembra che si sia innescato un processo automatico, senza volerlo, per il quale si è creato un certo distaccamento dalla realtà, o semplicemente si sta perdendo di giorno in giorno, una certa sensibilità ed attenzione, così offuscati e chiusi all’interno del cerchio dei propri piccoli problemi quotidiani.
Perché è assurdo come non ci si possa istantaneamente svegliare dal torpore per fare qualcosa. Mi sembra davvero strano che sessantamilioni di italiani vedano o leggano i fatti del giorno e poi continuino nella loro solita vita senza affrontare nessun cambiamento, porsi delle nuove e diverse domande, senza minimamente cambiare, o almeno provare a cambiare atteggiamento, modo di pensare, modo di comportarsi.
Oggi ci sono in atto molte “guerre”. Eppure si parla solo di una in particolare.
In pochi si chiedono il perché. E forse per altrettanti pochi è un bene che sia così.
Mi sono soffermato sulla pulizia di un piatto; con attenzione ho grattato meglio sui bordi cercando di capire come ha fatto a incrostarsi così, girandolo sopra e sotto per verificare se ci fossero altri rimasugli sparsi qua e là. L’ho sciacquato sotto l’acqua tiepida lasciandolo poi qualche secondo a gocciale prima di posarlo ad asciugare. Mi vengono in mente pensieri veloci, affrettati: forse il segreto di tutto è qui, in questa accurata pulizia. Forse basterebbe prestare più interesse, non fermarsi alla prima informazione, ma approfondire, cercare, capire. Forse questo ci farebbe diventare o ritornare ad essere più sensibili, più “umani”, forse semplicemente cambiando i nostri atteggiamenti e prestando più attenzione alle cose di tutti i giorni già con chi ci sta vicino, si potrebbe creare un piccolo cerchio di umanità ravvicinata che moltiplicato per milioni e milioni di piccoli cerchi porterebbe a dei rapporti umani differenti. Forse.
O forse no.
Domani altre immagini piene di fumo e macerie e braccia alzate riempiranno i telegiornali di una giornata di maggio, ma che potrebbe benissimo essere presa e spostata in agosto senza fare nessuna differenza, se non fosse per.

La Cina si avvicina - 6 aprile 2007

Per una serie infinita di coincidenze mi sono ritrovato ad approfondire la conoscenza della Cina e di Mao. Prima un libro di Terzani che mi ha spinto poi ad acquistarne un altro di Federico Rampini, per poi ritrovare, nel nuovo numero di Colors, le voci dei cinesi che raccontano Bejing, ovvero Pechino.
Mi sono sorpreso nell’immagazzinare dettagli e fatti e nomi e avvenimenti che non conoscevo. "Capire Mao e il periodo in cui era al potere, forse può aiutare a capire il perché della Cina di oggi", scrive Rampini. "Come si spiega il capitalismo cinese di oggi dopo un esperimento comunista? E perché ancora c’è un regime autoritario, dopo Mao, che calpesta la libertà di espressione e non ammette opposizione?"
Mi sono chiesto quanti dei miei coetanei conoscessero queste informazioni. Avevo delle opinioni vaghe, conoscevo alcune cose, ma non altre. E’ agghiacciante accorgersi di quanto possiamo essere superficiali, di come sia facile farsi delle opinioni, o peggio, fregarsene di farsene almeno una, senza avere la benché minima conoscenza dell’argomento. Io non sapevo niente del grande balzo in avanti o della rivoluzione culturale. E voi?
Sorrido pensando alle opinioni qualunquiste che ognuno di noi potrebbe avere, mi sembra che siamo tutti i giorni a rischio di poterci fare una cultura superficiale delle cose Che siamo, come diceva in una canzone Samuele Bersani, “la copia di mille riassunti” di cose dette da altri.
Forse è meglio stare zitti quando non si conoscono le cose, piuttosto che dire delle stronzate.

 

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